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WORKSHOP RITRATTO FOTOGRAFICO

Questo Workshop sul Ritratto Fotografico è un vero e proprio percorso didattico/formativo che Vi darà una preparazione approfondita per affrontare il ritratto fotografico sia in esterni, sia all’interno di una sala pose. A differenza di un generico model-sharing che si riduce ad un semplice “punta e scatta”, questo workshop è unico per come è concepito. Difatti è un corso di fotografia della durata di un giorno che, passo dopo passo, Vi permetterà di capire come lavorare in qualsiasi condizione di luce e di luogo, ricercando atmosfere, sfondi, contesti e, soprattutto, cogliendo in ogni soggetto quel bagliore che lo caratterizza e lo contraddistingue. E’ infatti sbagliato pensare che basta una buona macchina fotografica per fare delle belle foto di ritratto… occorre tecnica, sensibilità e cuore. Il Workshop Ritratto Fotografico Vi insegnerà a scattare fotografie migliori sia in esterni che in interni, fornendoVi un bagaglio tecnico non indifferente. E’ suddiviso in due moduli:

1) TECNICA DEL RITRATTO FOTOGRAFICO:  saranno spiegate tecniche ed accorgimenti per sfruttare al meglio la propria attrezzatura, imparerete le regole per utilizzare il flash, acquisire sicurezza nel gestire le condizioni dinamiche insite in uno shooting fotografico ed interagire positivamente con la modella per guidarla nella posa. A tal fine saranno proiettate delle slides esplicative che permetteranno ai partecipanti di apprendere in maniera semplice ed immediata tecniche e trucchi.  In questo modulo imparerete a:

– Distinguere le varie tipologie di Ritratto (interni/esterni, Fashion, Classico, Interpretativo);

– Capire quali siano gli obiettivi più indicati per il ritratto fotografico e sfruttarne le potenzialità descrittive e prospettiche;

– Conoscere i principali schemi di luce dei fotografi ritrattisti e come riproporli in Natura;

– Scegliere le impostazioni più idonee sulla fotocamera per ottenere immagini di qualità;

– Utilizzare l’attrezzatura più appropriata per ottenere un determinato effetto o per risolvere problemi in fase di ripresa;

– Sviluppare una sensibilità per la fisionomia del soggetto ed agire di conseguenza nella scelta dell’ inquadratura o della luce per correggerne le imperfezioni e/o esaltarne la bellezza;

– Interagire positivamente con modelli/modelle per trarne il massimo nella posa;

– Conoscere le basi del make up fotografico;

– Distinguere ed utilizzare eventuali accessori (diffusori, pannelli riflettenti, superfici naturali…) in fase di ripresa;

– Sfruttare al massimo la luce ambiente, ricorrendo eventualmente all’uso del flash.

2) RITRATTO FOTOGRAFICO IN STUDIO: sarete condotti all’interno di una sala pose professionale estremamente accessoriata per la fotografia di ritratto e per il fashion. Apprenderete come lavorare in sala pose, imparando a scegliere ed utilizzare le luci più adatte ai propri fini, allestendo set di luci e fotografando una modella. Questo secondo modulo Vi darà le conoscenze per:

– Conoscere ed utilizzare l’attrezzatura di una sala pose;

– Capire la qualità della luce e saperla riproporre attraverso i modificatori di luce;

– Utilizzare l’esposimetro a luce incidente (esposimetro esterno);

– Bilanciare il bianco per una miglior resa dell’immagine;

– Prevedere i rapporti i luminosità;

– Allestire set a 1, 2, 3 o più luci;

– Gestire la modella.

Per garantire un apprendimento proficuo e la dovuta attenzione ai partecipanti, il Workshop Ritratto Fotografico è riservato ad un numero massimo di partecipanti pari a 10.

LEGGI LE RECENSIONI di chi ha già seguito i corsi di Fulvio Villa Photographer: cerca “Fulvio Villa Photographer” su www.maps.google.it e clicca sulle recensioni che vedi nel cartello vetrina.

NOTE SUL RELATORE:  Fulvio Villa è un fotografo professionista ed abile divulgatore. Diplomatosi in Tecnica Fotografica presso la John Kaverdash Academy of Photography di Milano, ha conseguito due Master di Specializzazione: uno in Fotografia di Moda e l’altro in Fotoritocco. Nel 2015 i selezionatori di Strobox lo hanno inserito e pubblicato nel 4° Volume dell’omonima serie come uno dei 50 migliori autori fra i migliaia di iscritti provenienti da tutto il mondo. Ha ricevuto 3 Wedding Awards per la fotografia di matrimonio per la qualità dei servizi offerti (clicca per info).

LOGISTICA

Data: Sabato 8 Luglio 2017

Orario: dalle 9:00 alle 18:00

Sede: Studio Fotografico “Fulvio Villa Photographer”, via Felice Carcano 8, Saronno (VA)

QUOTE DI ISCRIZIONE

Fast: € 90 (riservata ai primi 5 iscritti)

Normal: € 110

Bonus: – 10 € cad. per prenotazioni di coppia (ovvero € 100 cad)

Per prenotare la tua iscrizione invia una email a: info@fulviovilla.com (possibilmente indicare nell’email un recapito telefonico).  

 

L’organizzazione si riserva la possibilità di annullare il corso nel caso non sia raggiunto il numero minimo di partecipanti.

 

COME CREARE UN LIGHTING DIAGRAM

Un “LIGHTING DIAGRAM” è semplicemente uno schema che ripropone il set di luci utilizzato per una data immagine. In pratica si tratta di disegnare lo schema di illuminazione utilizzato, per poterlo poi avere come riferimento futuro. Che voi siate dei novelli fotoamatori, oppure dei professionisti affermati, i lighting diagrams delle immagini pubblicate sono uno strumento molto utile per capire come è stato organizzato il set di luci e quali scelte sono state fatte in termini di modificatori di luce (softbox, strip box, beauty dish, griglie…).

LIGHTING DIAGRAMS dalla penna…

Soprattutto quando si stanno studiando nuove soluzioni di illuminazione per un dato soggetto o per un dato contesto, il miglior assistente di sala è rappresentato da un proprio bloc-notes e da una penna. Oltre a non disturbare e a rimanere in silenzio 🙂 , il bloc-notes ci permetterà di annotare tutto il necessario per poter capire cosa ha funzionato e cosa non ha funzionato in un set di luce. Per far questo, bisogna annotarsi alcuni utili riferimenti:

– tipo e numero di luci utilizzate (luce ambiente, flash a slitta, monotorce…);

– disposizione delle luci;

– potenza impostata su ciascuna luce;

– modificatori di luce utilizzati;

– direzione del fascio luminoso;

– posizione della modella e suo orientamento in relazione alla macchina fotografica;

– dati di scatto (tempo, diaframma, Iso);

– utilizzo di eventuali accessori.

… al Computer.

Nell’era del “tutto attorno a te!”, potreste avere la necessità di inviare una fotografia corredata dal proprio lighting diagram ad un amico, ad una redazione, oppure potreste volerla postare su un proprio blog. Ecco allora una serie di tools che vi verranno in aiuto per creare un diagramma di illuminazione con il proprio computer.

A) Lighting Diagram Creator

Uno dei programmi online più utilizzati. Ha una licenza free (nessun costo) per utilizzi privati, mentre implica una fee (tassa), qualora lo si volesse utilizzare per fini commerciali. Dispone di un’ampia scelta di luci ed accessori, permette il salvataggio di un file *.png oppure *.jpg. Lo trovate al seguente link: www.lightingdiagrams.com

B) Lighting Diagram

Programma presente ed utilizzabile online. Come il precedente, ha una licenza  free per impieghi privati, mentre richiede il pagamento di una licenza in caso di utilizzi commerciali. Molto bello, grazie ad un database di oggetti ben disegnati ed alla possibilità di associare direttamente la fotografia scattata con quel dato schema di luce. Lo trovate al seguente link: www.lightingdiagram.com

C) Sylights

Disponibile online, ha anche una versione per iPad. Licenza di utilizzo libera per impieghi privati, mentre in caso di progetti commerciali bisogna fare riferimento al Team degli sviluppatori, contattando olivier.lance@sylights.com  Pur essendo un buono strumento, personalmente trovo che abbia un’interfaccia meno intuitiva rispetto ai precedenti. Lo trovate al seguente link: www.sylights.com

LIGHTING DIAGRAMS PER PHOTOSHOP

Infine eccovi due siti dove potrete scaricare del materiale da utilizzare con Adobe Photoshop.

D) Kevin Kertz’s Diagram Set

Un pacchetto di simboli pronto all’uso in Photoshop, sotto forma di Livelli. La licenza è solo strettamente per fini personali ed è vietata la pubblicazione dei propri lavori in qualsiasi caso. Utile per crearsi un proprio archivio di schemi di luce. Lo potete scaricare al seguente link: www.kevinkertz.com

E) GPL Lighting Symbols

Galleria di simboli utilizzabili con Adobe Photoshop e Adobe Photoshop Elements. La potette trovare andando al sito www.fotopraxis.net e digitando “lighting symbols” nel campo di ricerca.

 

Vuoi approfondire l’argomento o imparare ad utilizzare al meglio la tua attrezzatura fotografica? Segui i nostri corsi/workshops didattici oppure richiedi un personal tutor.

PRINCIPALI SCHEMI DI LUCE PER IL FOTOGRAFO RITRATTISTA

IL FOTOGRAFO RITRATTISTA E LA LUCE

Un buon fotografo ritrattista deve saper vedere ed utilizzare la luce, dosandola, modellandola e posizionandola con attenzione, al fine di ritrarre al meglio i suoi soggetti. Ogni viso racconta una storia e questa storia è celata fra i contorni, le rughe, le espressioni che rendono unica ciascuna persona. Spetta al fotografo ritrattista capire come dipingere e scolpire la storia dei suoi soggetti; le sue fotografie sono quadri dipinti con la luce. In questo tutorial di Fotografia prenderemo in esame i 5 schemi di luce più utilizzati nel ritratto fotografico, con la gentile collaborazione di Eva (la mia assistente in Studio) 😉

DIAMO UN NOME AD OGNI LUCE

Uno schema di illuminazione può essere impostato con una sola luce oppure con più punti luce. A seconda della loro funzione, le luci possono distinguersi come segue.

LUCE PRINCIPALE (Main Light): come dice il nome, è la luce prioritaria, quella che ha il compito di evidenziare il soggetto. Detta anche LUCE CHIAVE, in genere è quella che sul set viene impostata con la maggior potenza, al fine di sovrastare le altre luci e di evitare doppie ombre.

LUCE DI SCHIARITA (Fill-in): il suo ruolo è quello di schiarire le ombre generate dalla luce principale, in modo tale da renderle meno drammatiche. Può essere creata utilizzando una secondo flash, oppure ricorrendo ad un pannello riflettente che, posizionato in maniera adeguata, sia in grado di riflettere appunto parte della luce principale, rimandandola indietro sul soggetto.

LUCE D’EFFETTO (Kick Light): come dice il nome, serve a creare un effetto scenico sul soggetto. Spesso è posizionata in zone piuttosto angolate, per creare sottili corridoi di luce che illuminano i profili del corpo (luce di taglio). Può essere anche utilizzata per dirigere l’attenzione dell’osservatore su un particolare del vestito o della scena inquadrata.

LUCE PER I CAPELLI (Hair Light): è una variante della luce d’effetto; il suo compito è quello di esaltare i volumi delle acconciature, oppure di permettere una miglior leggibilità della capigliatura nell’immagine finale.

LUCE DI SFONDO (Back Light): viene impiegata per illuminare lo sfondo, fondamentale se si hanno soggetti scuri su sfondi scuri.

Infine si può parlare anche di:

LUCE LARGA: è la luce che illumina la guancia prossimale del soggetto. Tende ad allargare il viso e, per questo, può essere utilizzata con soggetti molto magri oppure per dare maggior rotondità a visi allungati e/o troppo ovali.

LUCE STRETTA: va ad illuminare la guancia distale del soggetto. Ottima per sfinare un volto paffuto.

5 SCHEMI BASE PER IL FOTOGRAFO DI RITRATTO

Per questo tutorial, la luce principale è stata utilizzata senza alcuna luce di schiarita, per mostrare in maniera più marcata dove cadono le ombre sul volto della modella. E’ però stata aggiunta una luce d’effetto, che ha separato la modella dallo sfondo scuro.

1) LUCE FRONTALE

La luce principale si posiziona di fronte al soggetto e leggermente in alto. In questo modo si ottiene un rapporto di illuminazione pari a 1:1, ovvero su entrambi i lati del volto cade la stessa quantità di luce. Questo permette di appiattire eventuali imperfezioni della pelle, di schiarire le rughe e le orbite, ringiovanendo anche un viso di mezza età. Il rovescio della medaglia è che si tratta di uno schema di luce piuttosto piatto, la volumetria del volto viene annullata e, soprattutto con soggetti paffuti, si rischia di allargare ulteriormente il viso. Con soggetti femminili, aventi zigomi piuttosto alti e occhi non troppo infossati, si può alzare la luce ed inclinarla verso il basso. Si ottiene così uno schema di illuminazione detto “LUCE A FARFALLA” (Butterfly Light), riconoscibile per la caratteristica ombra che si crea sotto al naso e che richiama la sagoma di una piccola farfalla con le ali spiegate. Se utilizzata con un rapporto di illuminazione basso, questo schema conferisce un aspetto molto naturale e piacevole al soggetto.Questo schema è stato per parecchi anni impiegato anche dall’industria cinematografica, per questo viene anche definito LUCE CINEMATOGRAFICALUCE HOLLYWOODIANA.

 

 

 

 

LUCE LOOP

2) LUCE LOOP

La luce principale viene spostata lateralmente (a circa 45°) rispetto al soggetto e viene abbassata. Si forma così una piccola ansa (“loop“) in ombra sul lato del naso non illuminato direttamente. E’ uno degli schemi di luce più ricorrenti, ideale per ritrarre p

ersone con un volto regolare ed un buon ovale. I volumi del viso acquistano così maggior interesse, pur senza essere esasperati. Ottima sia per soggetti femminili, sia per soggetti maschili.

 

 

 

 

 

 

LUCE REMBRANDT

3) LUCE REMBRANDT

Prende il nome dal pittore di origini Olandesi Rembrandt Harmenszoon van Rijn che soleva ritrarre i suoi soggetti secondo questo schema di luce. Nello schema Rembrandt la luce principale è posta in posizione arretrata ed angolata rispetto al soggetto, in modo tale che si formi una caratteristica sagoma a triangolo rovesciato sulla guancia distale alla luce. E’ uno schema di illuminazione che conferisce un aspetto più intenso e drammatico al soggetto e, per questo, va impiegata con consapevolezza e cautela nel ritrarre soggetti femminili. Bellissima per soggetti maschili e per sfinare volti troppo larghi. Adatta a situazioni dal forte carico emozionale, è una luce d’atmosfera che tende ad evidenziare i lineamenti e le imperfezioni del viso. Ottima nelle interpretazioni intimistiche e nel low key.

 

 

 

 

 

LUCE BIPARTITA

4) LUCE BIPARTITA

In questo schema di illuminazione, la luce principale colpisce solo metà del volto. E’ una luce piuttosto drammatica che adduce un’aurea di mistero e profondità al soggetto ritratto. Può essere impiegata per sfinare un naso largo od un viso paffuto. L’ausilio di una luce di schiarita può essere necessario per nascondere eventuali irregolarità del volto.

 

 

 

 

 

 

 

LUCE DI PROFILO

5) LUCE DI PROFILO

E’ uno schema di luce che si crea facendo girare la testa al soggetto di circa 90° rispetto all’obiettivo della macchina fotografica e posizionando la luce principale di spalle, lateralmente al soggetto. Luce molto teatrale, scenica, trova il suo miglior impiego nell’evidenziare volti dai lineamenti eleganti . Per effetti meno drammatici, si può ricorrere ad una schiarita frontale, al fine di ridare leggibilità al viso.

 

 

 

 

 

 

 

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