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FOTOGRAFARE GLI ANIMALI ALLO ZOO

Fotografare gli animali nei Parchi Faunistici

Il primo problema che si incontra nel voler fotografare gli animali è: “dove trovare gli animali da fotografare”. La Fotografia Naturalistica è qualcosa di meraviglioso, perchè permette al fotografo un contatto unico con i suoi soggetti, è qualcosa di intimo e di speciale, ma che richiede una grande conoscenza dell’animale e dell’ambiente in cui vive. Inoltre, cosa da non sottovalutare, se sognamo l’Africa, ma viviamo in Italia, le possibilità di frequentare un safari fotografico non sono sempre a portata di mano.  Ecco che i Parchi Faunistici, gli Zoo ed i Rettilari possono essere un’occasione per fotografare gli animali in tutta sicurezza ed anche vicino a casa.

Alcuni consigli per fotografare gli animali in cattività

Sembrerà strano, ma molti degli errori più comuni che fanno perdere interesse ad una fotografia di animali in cattività riguardano la composizione fotografica e non le finezze tecniche della fotocamera. Difatti in qualsiasi parco faunistico, uno degli aspetti che dobbiamo tenere presente riguarda lo sfondo. Recinzioni, sbarre e paletti fanno capolino da dietro il nostro bel leone, così come abbeveratoi e ammassi di fieno si possono notare al fianco della nostra gazzella. Morale: “non importa che tu stia fotografando un leone o una gazzella, l’importante è isolarlo dallo sfondo“.

Per far questo può essere utile ricorrere a dei teleobiettivi, anche moderati (lunghezza focale 85mm – 200mm), che, restringendo l’angolo di campo (area inquadrata), ci permettano di ritrarre il nostro animale liberandolo idealmente dalle costrizioni della gabbia. Per evitare di includere le sbarre o le reti che ci separano dal soggetto, si possono seguire due strategie. La prima: mettere l’obiettivo fra una sbarra e l’altra (evitare i carnivori!!!). La seconda, più pratica e tecnica, consiste nell’utilizzare un teleobiettivo (con lunghezza focale di almeno 200mm) con la massima apertura di diaframma consentita. Così facendo si ridurrà la profondità di campo e le recinzioni spariranno nello sfocato delle zone fuori fuoco. Se avete quindi in programma di fare una visita ad uno zoo, portatevi uno zoom che copra le focali moderatamente lunghe (es.:  Zoom 70-300mm f/3.5-5.6; oppure Zoom 70-200mm f/2.8) per isolare il soggetto e, come seconda scelta, portatevi un obiettivo normale (50mm per reflex full frame, cioè a pieno formato; 35mm per reflex APS, ovvero a sensore ridotto) per foto più generiche.

Diaframmi, tempi di scatto e sensibilità per fotografare gli animali

Possiamo lavorare in modalità Manuale o a Priorità Diaframmi ed impostare il diaframma più aperto (come suggerito sopra). Se il problema delle recinzioni non sussiste (come negli zoo safari), si possono considerare diaframmi molto aperti (es: f/2.8, f/3.5) per animali grossi (mammiferi), diaframmi relativamente aperti (f/5.6) per animali delle dimensioni di un’anatra o un gatto ed infine diaframmi medio-chiusi (f/8, f/11) per piccoli animali (uccellini, piccoli roditori…).

Una volta scelto il diaframma di lavoro, controllate la velocità di scatto. Se i vostri animali sono fermi o stanno sonnecchiando, potete scattare anche con un tempo di 1/60 sec o 1/30 sec, facendo attenzione a non ricadere in fenomeni di micromosso. In tal caso dovete usare un tempo più rapido. Diciamo che tempi di sicurezza si assestano su 1/125 sec o 1/250 sec. Alzate quindi la sensibilità del sensore, intervenendo sul valore degli ISO quel tanto che basta per raggiungere la velocità desiderata.

Per quanto riguarda il punto di messa a fuoco, non dovete avere dubbi: mettete a fuoco sugli occhi.

Quando fotografare gli animali

Per fotografare gli animali sarebbe meglio evitare le ore centrali della giornata, perchè il sole alto crea ombre dure ed antiestetiche. Cercate di arrivare presso il Parco Faunistico appena apre i cancelli; in genere si tratta di un orario tra le 8:30 e le 9:00 del mattino. Sfruttate quindi le prime ore della mattinata, per giocare con i riflessi della luce di taglio che illumina le pellicce e le livree. Se il parco ospita degli esemplari di avvoltoio o di altri volatili di grosse dimensioni, potrete fotografarli mentre se ne stanno appollaiati con le ali spiegate ad accogliere il tepore dei raggi mattutini. Spesso gli animali se ne stanno fermi a guardarvi pigramente… teneteli d’occhio e scattate quando fanno qualcosa: interagiscono fra di loro, oppure sbadigliano (i felini, sbadigliando, mostrano la loro dentatura impressionante).  Infine, approfittate del tardo pomeriggio per ritrarre gli animali nella luce calda del sole che tramonta.

Alcune location per safari fotografici

SAFARI PARK (www.safaripark.it): situato a Varallo Pombia (NO), è un Parco Faunistico molto interessante per la possibilità di percorrere con la propria autovettura un vero safari in automobile all’interno di un percorso che si snoda fra zebre, giraffe, gazzelle, gnu, rinoceronti, leoni, tigri… All’interno del Parco ci sono un Acquario ed un Rettilario dove è possibile ammirare specie esotiche ed autoctone. Aree a tema (Far West), spettacoli e giochi faranno la felicità dei vostri bambini.

LA TORBIERA (www.latorbiera.it): il Parco Faunistico “La Torbiera” si trova ad Agrate Conturbia (NO), e si sviluppa attorno ad un grande stagno (la torbiera, appunto) dove svernano numerose specie di uccelli acquatici, anatidi, trampolieri, pellicani… Lungo il percorso sono presenti gabbie e recinzioni che permettono ai visitatori di osservare tigri, gibboni, panda minore… Benchè il Parco non offra molto per i più piccini, vale la visita per il passaggio all’interno del recinto dei daini e per la grande recinzione che ospita un branco di Lupi europei. Per gli amanti del birdwatching e per chi può permettersi ottiche costose, un appostamento con treppiede sull’argine della torbiera può offrire interessanti opportunità fotografiche.

LE CORNELLE (www.lecornelle.it): forse è il Parco Faunistico più facile da affrontare dal punto di vista fotografico. Gabbie e recinzioni sono molto vicine ai percorsi pedonali, offrendo la possibilità di fermarsi con calma, montare eventualmente un treppiede e comporre bene l’inquadratura.  Consigliabile anche per gite con la famiglia, dato che presenta aree di intrattenimento per i più piccini. Il Parco si trova a Valbrembo (BG)

OASI DI SANT’ALESSIO (www.oasisantalessio.org): situata nei pressi di Pavia (Sant’Alessio con Vialone – PV), l’Oasi sviluppa diversi percorsi che portano alla visione di numerose specie di uccelli (falchi, gufi, anatidi, trampolieri, turachi…) e ad alcuni mammiferi (es. Ocelot, cavallo di Prszewalski, bradipo…). E’ inoltre presente una serra tropicale dove si involano colibrì e farfalle variopinte.

Curiosità

La mia fotografia del Lupo europeo che vedete in alto fra le immagini di questo tutorial è stata pubblicata sul numero 130 di Digital Camera (Sprea Ed.), rivista a tiratura nazionale dedicata al mondo della Fotografia Digitale. Se volete leggere come è stata scattata, potete cliccare sul seguente link: http://www.fotoinfuga.it/fotONE_Villa.html

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  • Fotografia sentiero nel bosco
  • Foto salici piangenti
  • Fotografia creativa di un bosco
  • Foto bosco in autunno
  • Fotografare le piante

FOTOGRAFARE I BOSCHI E LE FORESTE

Cosa fotografare nei boschi e/o nelle foreste

Camminare in un bosco è molto di più di un salutare esercizio fisico. E’ entrare in armonia con la Natura attraverso i sensi: la bellezza dei colori, il profumo dolce e pungente della resina, lo scricchiolio delle foglie sotto i nostri passi, il frinire degli insetti che si alterna al cinguettio degli uccelli. Boschi e foreste sono anche luoghi ricchi di spunti fotografici, dove ci si può dedicare alla fotografia naturalistica in tutte le sue sfumature. Fiori, funghi, licheni appaiono come mondi nuovi se esplorati con un obiettivo macro, sassi e cortecce ci permettono di arricchire il nostro portfolio con textures sempre nuove, mentre la possibilità di appostarsi ed attendere con pazienza può premiarci con qualche incontro ravvicinato con la fauna autoctona.

Come fotografare i boschi e le foreste

Se vogliamo dedicarci ad un tipo di fotografia più paesaggistica, abbiamo due possibilità: 1) fotografare il bosco dall’esterno (in questo caso è  utile un teleobiettivo, ad esempio per fotografare le foreste sul clinale di una montagna), oppure 2) fotografare il bosco dal suo interno. Quest’ultima scelta risulta essere tecnicamente più impegnativa, perché diverse sono le difficoltà che si possono incontrare in fase di ripresa: luce scarsa, confusione visiva, esposizione complessa. Vediamo qualche suggerimento.

Quale attrezzatura può essere utile

Innanzitutto un buon treppiede è il miglior ausilio che ci si possa procurare. Non solo ci aiuterà a scattare foto più nitide, ma soprattutto ci permetterà di ragionare sull’inquadratura. Dal punto di vista compositivo, un bosco è un insieme disordinato e caotico di piante, tronchi e rami che creano molta confusione in una fotografia. La regola d’oro qui è: ”Semplificare!”. Cerchiamo un’inquadratura che ci permetta di allineare più elementi possibili uno dietro all’altro in modo tale da ridurre il disordine. Cominciamo con un obiettivo normale (50mm su fotocamere reflex full frame, oppure 35mm su reflex a sensore ridotto) e, quando abbiamo preso dimestichezza con le inquadrature semplificate, passiamo ad un grandangolo che ci permetta di abbracciare e descrivere uno spazio maggiore. Non preoccupiamoci troppo delle linee cadenti causate dal grandangolo, ma sfruttiamole a nostro vantaggio per creare grafismi e/o un maggior interesse visivo. Se usiamo il treppiede, possiamo permetterci una sensibilità piuttosto bassa (es.: 200 ISO), così da guadagnare in dettaglio, mentre il ricorso a diaframmi chiusi (es.: f/11-f/16) ci permetterà una buona profondità di campo per avere tutto a fuoco.

Fotografare i boschi e le foreste in maniera creativa

Tentiamo anche qualche interpretazione creativa: se, mentre premiamo il pulsante di scatto, muoviamo la fotocamera dall’alto verso il basso otterremo un effetto piuttosto pittorico.

Da ultimo, sfruttiamo le diverse stagioni dell’anno per apprezzare tutto quello che la Natura ha da offrirci.

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