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CORSO DI FOTOGRAFIA DIGITALE 2019 (Gerenzano – VA)

” NON UN CORSO BASE, MA UNA SOLIDA BASE PER TUTTI GLI AMANTI DELLA FOTOGRAFIA” [Fulvio Villa]

ISCRIZIONI APERTE !

Il Corso di Fotografia Digitale, organizzato da Fulvio Villa Photographer  in collaborazione con Ardea Onlus (www.parcoaironi.it), è uno dei corsi di fotografia più richiesti e seguiti nel circondario di Gerenzano (VA) e Saronno (VA) da diversi anni a questa parte.  Il corso è rivolto a tutti coloro che sono appassionati di fotografia o che si apprestano per la prima volta al mondo della fotografia e vorrebbero imparare ad utilizzare al meglio la propria fotocamera digitale (compatta o reflex). Con un approccio semplice ed immediato verranno spiegate le regole base della fotografia con luce naturale e mostrati esempi pratici della loro applicazione quotidiana: rendere l’acqua come seta, i tramonti più intensi, fotografare i fulmini o notturni urbani e tanti altri “trucchi del mestiere”. Ecco quindi che con qualche utile consiglio anche il principiante potrà ottenere immagini di impatto con la propria fotocamera digitale.  L’uscita fotografica si svolgerà presso il Parco degli Aironi (via Inglesina, Gerenzano – VA) che, per sua struttura, offre molte opportunità fotografiche e si presta a molteplici interpretazioni fotografiche (dalla fotografia naturalistica, alla ritrattistica, al reportage…).

Attraverso questo Corso di Fotografia Digitale imparerete a:

  • Capire le potenzialità dei file RAW e la flessibilità dei file *.JPG;
  • Imparare le regole fondamentali della Fotografia in luce naturale;
  • Valutare le scelte esposimetriche ed il bilanciamento del bianco;
  • Sfruttare le modalità di ripresa semi-automatiche e gestire la modalità Manuale, per il massimo controllo dello scatto finale;
  • Riconoscere le qualità della luce;
  • Scegliere gli obiettivi più adatti al tipo di ripresa;
  • Trasformare i limiti della propria attrezzatura in punti di forza;
  • Utilizzare le regole della composizione ed infrangerle all’occorrenza;
  • Trarre il massimo dalla propria attrezzatura fotografica.

LEGGI LE RECENSIONI di chi ha già seguito i corsi di Fulvio Villa Photographer: Recensioni Corsi Precedenti 

NOTE SUL RELATORE:  Fulvio Villa è un fotografo professionista ed abile divulgatore. Diplomatosi in Tecnica Fotografica presso la John Kaverdash Academy of Photography di Milano, ha conseguito due Master di Specializzazione: uno in Fotoritocco e l’altro in Fotografia di Moda. Nel 2015 i selezionatori di Strobox lo hanno inserito e pubblicato nel 4° Volume dell’omonima serie come uno dei 50 migliori autori fra i migliaia di iscritti provenienti da tutto il mondo. Ha ricevuto 4 Wedding Awards per la fotografia di matrimonio per la qualità dei servizi offerti (clicca per info). Appassionato naturalista, si è laureato in Scienze Biologiche magna cum laude ed è stato più volte finalista all’ OasisPhotoContest  International Award for Nature and Environment, il campionato internazionale di Fotografia Naturalistica che, ogni anno, richiama più di 1000 fotografi da ogni parte del mondo.

FAI UN REGALO !!!

Per chi lo desiderasse, è possibile ricevere un voucher per regalare l’iscrizione ad amici, familiari e/o conoscenti. Un’idea per l’arrivo del Santo Natale o per qualche compleanno…

LOGISTICA

Numero lezioni totali: 7 serali + 1 uscita fotografica diurna (presso il Parco Degli Aironi).

Data inizio corso: 01 Febbraio 2019

Giorno di frequenza: Venerdì.

Orario: dalle 21.00 alle 23.00

Sede: Auditorium “G.Verdi”, via Manzoni 6, Gerenzano – VA (sopra la Biblioteca Comunale; comodo parcheggio nell’adiacente piazza del mercato, via Bellini)

Quota iscrizione: € 130

Disponibilità posti: contattare info@fulviovilla.com (possibilmente indicare nell’email un recapito telefonico).  

 

L’organizzazione si riserva la possibilità di annullare il corso nel caso non sia raggiunto il numero minimo di partecipanti.

 

COME CREARE UN LIGHTING DIAGRAM

Un “LIGHTING DIAGRAM” è semplicemente uno schema che ripropone il set di luci utilizzato per una data immagine. In pratica si tratta di disegnare lo schema di illuminazione utilizzato, per poterlo poi avere come riferimento futuro. Che voi siate dei novelli fotoamatori, oppure dei professionisti affermati, i lighting diagrams delle immagini pubblicate sono uno strumento molto utile per capire come è stato organizzato il set di luci e quali scelte sono state fatte in termini di modificatori di luce (softbox, strip box, beauty dish, griglie…).

LIGHTING DIAGRAMS dalla penna…

Soprattutto quando si stanno studiando nuove soluzioni di illuminazione per un dato soggetto o per un dato contesto, il miglior assistente di sala è rappresentato da un proprio bloc-notes e da una penna. Oltre a non disturbare e a rimanere in silenzio 🙂 , il bloc-notes ci permetterà di annotare tutto il necessario per poter capire cosa ha funzionato e cosa non ha funzionato in un set di luce. Per far questo, bisogna annotarsi alcuni utili riferimenti:

– tipo e numero di luci utilizzate (luce ambiente, flash a slitta, monotorce…);

– disposizione delle luci;

– potenza impostata su ciascuna luce;

– modificatori di luce utilizzati;

– direzione del fascio luminoso;

– posizione della modella e suo orientamento in relazione alla macchina fotografica;

– dati di scatto (tempo, diaframma, Iso);

– utilizzo di eventuali accessori.

… al Computer.

Nell’era del “tutto attorno a te!”, potreste avere la necessità di inviare una fotografia corredata dal proprio lighting diagram ad un amico, ad una redazione, oppure potreste volerla postare su un proprio blog. Ecco allora una serie di tools che vi verranno in aiuto per creare un diagramma di illuminazione con il proprio computer.

A) Lighting Diagram Creator

Uno dei programmi online più utilizzati. Ha una licenza free (nessun costo) per utilizzi privati, mentre implica una fee (tassa), qualora lo si volesse utilizzare per fini commerciali. Dispone di un’ampia scelta di luci ed accessori, permette il salvataggio di un file *.png oppure *.jpg. Lo trovate al seguente link: www.lightingdiagrams.com

B) Lighting Diagram

Programma presente ed utilizzabile online. Come il precedente, ha una licenza  free per impieghi privati, mentre richiede il pagamento di una licenza in caso di utilizzi commerciali. Molto bello, grazie ad un database di oggetti ben disegnati ed alla possibilità di associare direttamente la fotografia scattata con quel dato schema di luce. Lo trovate al seguente link: www.lightingdiagram.com

C) Sylights

Disponibile online, ha anche una versione per iPad. Licenza di utilizzo libera per impieghi privati, mentre in caso di progetti commerciali bisogna fare riferimento al Team degli sviluppatori, contattando olivier.lance@sylights.com  Pur essendo un buono strumento, personalmente trovo che abbia un’interfaccia meno intuitiva rispetto ai precedenti. Lo trovate al seguente link: www.sylights.com

LIGHTING DIAGRAMS PER PHOTOSHOP

Infine eccovi due siti dove potrete scaricare del materiale da utilizzare con Adobe Photoshop.

D) Kevin Kertz’s Diagram Set

Un pacchetto di simboli pronto all’uso in Photoshop, sotto forma di Livelli. La licenza è solo strettamente per fini personali ed è vietata la pubblicazione dei propri lavori in qualsiasi caso. Utile per crearsi un proprio archivio di schemi di luce. Lo potete scaricare al seguente link: www.kevinkertz.com

E) GPL Lighting Symbols

Galleria di simboli utilizzabili con Adobe Photoshop e Adobe Photoshop Elements. La potette trovare andando al sito www.fotopraxis.net e digitando “lighting symbols” nel campo di ricerca.

 

Vuoi approfondire l’argomento o imparare ad utilizzare al meglio la tua attrezzatura fotografica? Segui i nostri corsi/workshops didattici oppure richiedi un personal tutor.

FOTOGRAFARE LA NATURA DIETRO CASA (Ed. 2016)

 

Ardea Onlus Fulvio Villa Photographer, nell’ambito del progetto Ambienti@MOCI 2016 coordinato dal Comune di Gerenzano (VA),  presentano una serata dedicata alla Natura ed alla Fotografia: un’occasione per imparare ad avvicinare la natura dei parchi e dei giardini attraverso la propria macchina fotografica. Tante immagini, trucchi e consigli per fotografare FIORI, ANIMALI, INSETTI, UCCELLI, ELEMENTI DEL PAESAGGIO. Il Workshop “Fotografare la Natura dietro casa” è aperto gratuitamente al pubblico e Vi darà numerosi suggerimenti per intraprendere il sentiero della Fotografia Naturalistica in maniera semplice, ma efficace.

Grazie alle numerose slides esplicative, i partecipanti a questo Workshop di Fotografia potranno imparare a:

  • Scegliere i modelli in Natura;
  • Percepire la luce sulla scena, per plasmarla al proprio volere;
  • Vedere e comporre un’immagine ancor prima di averla scattata;
  • Capire dove e cosa cercare in Natura;
  • Sfruttare le ore migliori della giornata per immortalare i soggetti;
  • Apprendere le basi della macrofotografia;
  • Conoscere le tecniche di appostamento;
  • Avvicinarsi al birdgardening;
  • Costruire set fotografici ad hoc;
  • Condividere consigli ed esperienze.

” LA NATURA MI HA INSEGNATO AD ANDARE OLTRE, A DARE UNA POSSIBILITA’, A CAPIRE CHE LA BELLEZZA SI RIVELA… BASTA SMETTERE DI GUARDARE E COMINCIARE A SENTIRE ”  [Fulvio Villa]

INFORMAZIONI

La partecipazione è totalmente gratuita e senza obbligo di iscrizione, si consiglia di portare carta e penna per eventuali appunti.

DATA: 17 Giugno 2016 (Venerdì)

ORARIO: dalle 21:00 alle 23:00

LUOGO: Parco Degli Aironi, via Inglesina, Gerenzano (VA)

 

  • Pubblicazione Digital Camera 130
  • Come fotografare Fotografare gli animali
  • Foto animali zoo
  • Fotografare parchi faunistici

FOTOGRAFARE GLI ANIMALI ALLO ZOO

Fotografare gli animali nei Parchi Faunistici

Il primo problema che si incontra nel voler fotografare gli animali è: “dove trovare gli animali da fotografare”. La Fotografia Naturalistica è qualcosa di meraviglioso, perchè permette al fotografo un contatto unico con i suoi soggetti, è qualcosa di intimo e di speciale, ma che richiede una grande conoscenza dell’animale e dell’ambiente in cui vive. Inoltre, cosa da non sottovalutare, se sognamo l’Africa, ma viviamo in Italia, le possibilità di frequentare un safari fotografico non sono sempre a portata di mano.  Ecco che i Parchi Faunistici, gli Zoo ed i Rettilari possono essere un’occasione per fotografare gli animali in tutta sicurezza ed anche vicino a casa.

Alcuni consigli per fotografare gli animali in cattività

Sembrerà strano, ma molti degli errori più comuni che fanno perdere interesse ad una fotografia di animali in cattività riguardano la composizione fotografica e non le finezze tecniche della fotocamera. Difatti in qualsiasi parco faunistico, uno degli aspetti che dobbiamo tenere presente riguarda lo sfondo. Recinzioni, sbarre e paletti fanno capolino da dietro il nostro bel leone, così come abbeveratoi e ammassi di fieno si possono notare al fianco della nostra gazzella. Morale: “non importa che tu stia fotografando un leone o una gazzella, l’importante è isolarlo dallo sfondo“.

Per far questo può essere utile ricorrere a dei teleobiettivi, anche moderati (lunghezza focale 85mm – 200mm), che, restringendo l’angolo di campo (area inquadrata), ci permettano di ritrarre il nostro animale liberandolo idealmente dalle costrizioni della gabbia. Per evitare di includere le sbarre o le reti che ci separano dal soggetto, si possono seguire due strategie. La prima: mettere l’obiettivo fra una sbarra e l’altra (evitare i carnivori!!!). La seconda, più pratica e tecnica, consiste nell’utilizzare un teleobiettivo (con lunghezza focale di almeno 200mm) con la massima apertura di diaframma consentita. Così facendo si ridurrà la profondità di campo e le recinzioni spariranno nello sfocato delle zone fuori fuoco. Se avete quindi in programma di fare una visita ad uno zoo, portatevi uno zoom che copra le focali moderatamente lunghe (es.:  Zoom 70-300mm f/3.5-5.6; oppure Zoom 70-200mm f/2.8) per isolare il soggetto e, come seconda scelta, portatevi un obiettivo normale (50mm per reflex full frame, cioè a pieno formato; 35mm per reflex APS, ovvero a sensore ridotto) per foto più generiche.

Diaframmi, tempi di scatto e sensibilità per fotografare gli animali

Possiamo lavorare in modalità Manuale o a Priorità Diaframmi ed impostare il diaframma più aperto (come suggerito sopra). Se il problema delle recinzioni non sussiste (come negli zoo safari), si possono considerare diaframmi molto aperti (es: f/2.8, f/3.5) per animali grossi (mammiferi), diaframmi relativamente aperti (f/5.6) per animali delle dimensioni di un’anatra o un gatto ed infine diaframmi medio-chiusi (f/8, f/11) per piccoli animali (uccellini, piccoli roditori…).

Una volta scelto il diaframma di lavoro, controllate la velocità di scatto. Se i vostri animali sono fermi o stanno sonnecchiando, potete scattare anche con un tempo di 1/60 sec o 1/30 sec, facendo attenzione a non ricadere in fenomeni di micromosso. In tal caso dovete usare un tempo più rapido. Diciamo che tempi di sicurezza si assestano su 1/125 sec o 1/250 sec. Alzate quindi la sensibilità del sensore, intervenendo sul valore degli ISO quel tanto che basta per raggiungere la velocità desiderata.

Per quanto riguarda il punto di messa a fuoco, non dovete avere dubbi: mettete a fuoco sugli occhi.

Quando fotografare gli animali

Per fotografare gli animali sarebbe meglio evitare le ore centrali della giornata, perchè il sole alto crea ombre dure ed antiestetiche. Cercate di arrivare presso il Parco Faunistico appena apre i cancelli; in genere si tratta di un orario tra le 8:30 e le 9:00 del mattino. Sfruttate quindi le prime ore della mattinata, per giocare con i riflessi della luce di taglio che illumina le pellicce e le livree. Se il parco ospita degli esemplari di avvoltoio o di altri volatili di grosse dimensioni, potrete fotografarli mentre se ne stanno appollaiati con le ali spiegate ad accogliere il tepore dei raggi mattutini. Spesso gli animali se ne stanno fermi a guardarvi pigramente… teneteli d’occhio e scattate quando fanno qualcosa: interagiscono fra di loro, oppure sbadigliano (i felini, sbadigliando, mostrano la loro dentatura impressionante).  Infine, approfittate del tardo pomeriggio per ritrarre gli animali nella luce calda del sole che tramonta.

Alcune location per safari fotografici

SAFARI PARK (www.safaripark.it): situato a Varallo Pombia (NO), è un Parco Faunistico molto interessante per la possibilità di percorrere con la propria autovettura un vero safari in automobile all’interno di un percorso che si snoda fra zebre, giraffe, gazzelle, gnu, rinoceronti, leoni, tigri… All’interno del Parco ci sono un Acquario ed un Rettilario dove è possibile ammirare specie esotiche ed autoctone. Aree a tema (Far West), spettacoli e giochi faranno la felicità dei vostri bambini.

LA TORBIERA (www.latorbiera.it): il Parco Faunistico “La Torbiera” si trova ad Agrate Conturbia (NO), e si sviluppa attorno ad un grande stagno (la torbiera, appunto) dove svernano numerose specie di uccelli acquatici, anatidi, trampolieri, pellicani… Lungo il percorso sono presenti gabbie e recinzioni che permettono ai visitatori di osservare tigri, gibboni, panda minore… Benchè il Parco non offra molto per i più piccini, vale la visita per il passaggio all’interno del recinto dei daini e per la grande recinzione che ospita un branco di Lupi europei. Per gli amanti del birdwatching e per chi può permettersi ottiche costose, un appostamento con treppiede sull’argine della torbiera può offrire interessanti opportunità fotografiche.

LE CORNELLE (www.lecornelle.it): forse è il Parco Faunistico più facile da affrontare dal punto di vista fotografico. Gabbie e recinzioni sono molto vicine ai percorsi pedonali, offrendo la possibilità di fermarsi con calma, montare eventualmente un treppiede e comporre bene l’inquadratura.  Consigliabile anche per gite con la famiglia, dato che presenta aree di intrattenimento per i più piccini. Il Parco si trova a Valbrembo (BG)

OASI DI SANT’ALESSIO (www.oasisantalessio.org): situata nei pressi di Pavia (Sant’Alessio con Vialone – PV), l’Oasi sviluppa diversi percorsi che portano alla visione di numerose specie di uccelli (falchi, gufi, anatidi, trampolieri, turachi…) e ad alcuni mammiferi (es. Ocelot, cavallo di Prszewalski, bradipo…). E’ inoltre presente una serra tropicale dove si involano colibrì e farfalle variopinte.

Curiosità

La mia fotografia del Lupo europeo che vedete in alto fra le immagini di questo tutorial è stata pubblicata sul numero 130 di Digital Camera (Sprea Ed.), rivista a tiratura nazionale dedicata al mondo della Fotografia Digitale. Se volete leggere come è stata scattata, potete cliccare sul seguente link: http://www.fotoinfuga.it/fotONE_Villa.html

Vuoi approfondire l’argomento o imparare ad utilizzare al meglio la tua attrezzatura fotografica? Segui i nostri corsi/workshops didattici oppure richiedi un personal tutor.  

  • FOTOGRAFARE GLI ACQUARI

Workshop Fotografico “FOTOGRAFARE GLI ACQUARI”

PROPOSTA: WORKSHOP “FOTOGRAFARE GLI ACQUARI”

Se ti piace la Fotografia e ti affascina il mondo dell’acquariofilia, FOTOGRAFARE GLI ACQUARI è un Workshop Fotografico che saprà fondere insieme queste tue passioni. Sono molti, difatti, gli acquariofili che si dedicano con cura alla creazione di piccoli o grandi acquari che destano l’incanto in chi li osserva o che, più semplicemente, fanno la gioia dei loro bambini. Tanta cura  e dedizione merita di essere immortalata, non solo per mostrare un mondo sommerso altrimenti irraggiungibile, ma soprattutto per rimanere nel tempo, come un piacevole ricordo che ci faccia sognare ancora. Tuttavia fotografare gli acquari non è semplice: numerose sono infatti le variabili da tenere presente e le difficoltà tecniche che devono essere superate, per riproporre tutta la bellezza del nostro acquario. Partecipando a FOTOGRAFARE GLI ACQUARI imparerete a:

– Preparare l’acquario e l’attrezzatura ideale per la sessione fotografica;

– Capire come fotografare gli acquari sfruttando la luce ambiente;

– Conoscere le tecniche base per fotografare gli acquari al meglio;

– Riconoscere e risolvere i principali problemi pratici che possono capitare nel fotografare gli acquari;

– Capire quando conviene avvalersi del flash fotografico;

– Padroneggiare l’esposizione con luce artificiale (Flash);

– Allestire set fotografici con 1 o 2 punti flash;

– Approfondire le conoscenze circa l’allestimento dell’acquario, il suo mantenimento e le specie di pesci e di piante acquatiche più idonee a seconda delle proprie necessità.

FOTOGRAFARE GLI ACQUARI è un Workshop di Fotografia unico nel suo genere, consigliatissimo per gli acquariofili ed indicato per fotoamatori o appassionati di Fotografia.

TUTOR: Fulvio Villa (Fotografo Professionista; nel Giugno 2012 è stato pubblicato sulla rivista “IL MIO ACQUARIO” – Sprea Ed.)

 

PROSSIME EDIZIONI: DISPONIBILITA’  POSTI E MODALITÀ’ DI ISCRIZIONE

Se sei interessato/a a questo al Workshop Fotografico FOTOGRAFARE GLI ACQUARIinviami una email a info@fulviovilla.com

Terrò presente la tua richiesta e ti terrò informato/a in merito alle tempistiche ed alla logistica di realizzazione.

  • Star trails

FOTOGRAFARE LE STRISCE STELLARI

Ci sono momenti in cui mi sdraio sul tetto del mondo e resto a guardare il cielo, la notte, le stelle.

Le stelle sono luminose e si muovono e tutto ciò che è luminoso e si muove impressiona, è il caso di dirlo, il sensore o la pellicola della nostra fotocamera di fiducia.

Cosa serve per fotografare la volta celeste

Fotografare le strisce stellari (star trails) può sembrare un esercizio difficile, ma con un po’ di attenzione i risultati non tarderanno a venire. Ciò che serve è un buon treppiede, uno scatto remoto e batterie cariche e, perché no, un bel soggetto fermo in primo piano (e quando dico “fermo” intendo che deve starsene immobile per almeno un paio d’ore).

Tecnica analogica per fotografare il movimento delle stelle

Se stessimo lavorando a pellicola, tutto ciò che dobbiamo fare è comporre l’inquadratura, mettere a fuoco su una stella (o impostare la messa a fuoco su “infinito”), impostare un diaframma relativamente aperto (f/2.8 – f/5.6), premere il pulsante di scatto in modalità T (Time: l’otturatore resta aperto fin tanto che non lo ripremiamo un’altra volta) ed aspettare almeno un paio d’ore affinché la pellicola venga impressionata dal movimento della volta celeste. Ah, dimenticavo: avete caricato il rullino? 100 o 200 ASA sono sufficienti.

Tecnica digitale per ottenere delle star trails

La ripresa in digitale, strano ma vero, è più problematica… Innanzitutto i sensori si surriscaldano con le lunghe esposizioni (alcuni entrano in blocco), poi non abbiamo più la posa “T”, ma gli ingegneri ci hanno dotato della posa “B” (Bulb: l’otturatore resta aperto fin tanto che teniamo premuto il pulsante di scatto. Meglio premunirsi di uno scatto remoto e di una molletta con cui bloccare il pulsante fino al momento del rilascio). Ecco quindi un vademecum su come procedere in loco.

Dalla reflex alle stelle, step by step

1) Inquadriamo con la macchina fotografica (tutta in manuale: esposizione e messa a fuoco) sul treppiede. Dato che si lavora al buio, può tornare utile una piccola torcia con la quale farsi luce per settare i controlli.

2) Impostare la messa a fuoco sull’obiettivo (usare un grandangolo permette di riprendere più cielo e, quindi, più strisce stellari) fermandosi poco prima del segno di infinito.

3) Per evitare sorprese, è consigliabile impostare manualmente il bilanciamento del bianco, scegliendo Tungsteno. In tal modo si introduce una dominante azzurro/blu che si addice alla notte.

4) Per questioni di spazio e di velocità in Post-produzione, scattiamo in modalità *.JPG settato alla massima qualità.

5) Per stabilire l’esposizione, alziamo dapprima gli ISO ed utilizziamo il valore di diaframma più aperto che l’obiettivo ci consente. Così possiamo fare uno scatto di prova sfruttando un tempo breve, per valutare se apportare delle correzioni. Quindi, con il sistema delle coppie equivalenti, impostiamo 30 sec e tariamo gli ISO ed il diaframma in modo tale da ottenere un buon compromesso fra un valore basso di ISO (200) ed un diaframma relativamente aperto (f/5.6). Questo perché:
– ISO bassi comportano un minor rumore di fondo;
– Diaframma relativamente aperto: cattura più luce, quindi c’è una maggior probabilità di “catturare” più stelle;
– Tempo di 30 sec: è il limite consentito dalle fotocamere prima della Posa B. Utilizzando uno scatto remoto impostato in “Continuo” (e bloccando il pulsante con una molletta), si ottiene uno scatto ogni 30 sec. Con l’orologio al polso, attendiamo circa un’ora (totale 120 scatti).

6) Infine processiamo gli scatti con startrails.exe (software gratuito scaricabile da internet), che permette di costruire l’immagine finale, posizionando gli scatti su più livelli e riportando solo i pixels più luminosi di ciascun livello.

Ed ecco che il gioco è fatto!

Alcune curiosità

Noterete che ci sono tracce stellari di colore diverso, questo dipende dalla temperatura superficiale delle diverse stelle. Le stelle appartenenti all’emisfero boreale, sembrano ruotare attorno alla Stella Polare, che resta fissa ed indica il Nord (ndr.: in realtà le stelle sono ferme, ma il movimento della Terra attorno al proprio asse le fa sembrare in movimento). Se si posiziona l’inquadratura sulla Stella Polare, vedremo formarsi dei cerchi concentrici nella nostra immagine finale. Se non inquadriamo la Stella Polare, avremo delle tracce stellari che si muovono in due direzioni opposte: questo perché le stelle che appartengono all’emisfero australe (vediamo quelle più periferiche) ruotano in direzione opposta a quelle dell’emisfero boreale. Le linee dritte sono tracce stellari lasciate da stelle che si trovano all’equatore celeste.

Talvolta il cielo può assumere una colorazione rossastra, questo è dovuto all’inquinamento luminoso di fonti di illuminazione cittadina (es.: lampade a vapori di mercurio) che hanno una temperatura di colore diversa.

Infine, più tempo aspetterete e più le tracce stellari diverranno lunghe.

Come trovare la Stella Polare

Nel web ci sono numerosi siti su come orientarsi con le stelle. Fra i tanti può essere utile consultare il seguente video presente su Youtube:  L’osservazione del cielo: come individuare la Stella Polare

Oppure fare riferimento alla seguente pagina web:

http://it.wikibooks.org/wiki/Osservare_il_cielo/Imparare_gli_allineamenti

 

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  • Fotografare il cielo al tramonto
  • Tramonto sul mare
  • Foto silhoutte al tramonto

FOTOGRAFARE IL TRAMONTO

L’essenza del tramonto

Mi piace guardare il tramonto: è l’emblema dell’esistenza…Nel tramonto c’è la luce e c’è la tenebra, c’è il rosso della Passione ed il Nero del Mistero, ci sono contrasti forti e delicate sfumature, c’è un tempo troppo breve da cogliere in ogni suo istante e c’è pure un sole che muore, ma in realtà va a splendere altrove.

Il tramonto affascina e credo di non essere l’unico ad esserne ammaliato, tant’è che quasi tutti prima o poi fotograferanno un tramonto. Affinché i colori e la luminosità della scena venga correttamente trasposta in un’immagine, occorre adottare qualche piccolo trucco del mestiere.

Come regolare il bilanciamento del bianco

Un piccolo errore in cui si incappa spesso risiede nel bilanciamento del bianco, che viene lasciato scegliere in automatico dalla fotocamera. Dato che la luce del tramonto è ricca di tonalità rosso/arancio, l’automatismo della fotocamera lavorerà per compensare o, se volete, bilanciare al meglio quell’eccesso di colori caldi. Il risultato sarà una fotografia dai toni un po’ slavati. Se vogliamo mantenere tutta la bellezza di quelle sfumature rossastre, è meglio impostare WB (White Bilance) su “daylight” (luce diurna) prima di scattare le nostre fotografie. Per evitare di perdere brillantezza, conviene leggere l’esposizione su una parte del cielo che non includa il sole, per poi bloccare l’esposizione sui valori di tempo/diaframma così ottenuti e ricomporre l’inquadratura a nostro piacimento. Spesso i tramonti vengono valorizzati da una silhouette nera ben riconoscibile (come il profilo di una montagna, la sagoma di una motocicletta…) che aggiunge interesse visivo alla composizione.

Un treppiede per amico

Scattiamo con l’ausilio di un treppiede che, oltre ad evitare fenomeni di micromosso, ci aiuterà nella composizione dell’immagine.

 

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  • Fotografare la Luna

FOTOGRAFARE LA LUNA

La musa di poeti, scrittori e fotografi

Non ci sono scuse: fin dall’antichità la Luna ha sempre affascinato ed ispirato scrittori, poeti, artisti e… fotografi. Tuttavia arrivare sulla Luna ha sempre richiesto un minimo di preparazione allo scatto.

Spesso quando vediamo con i nostri occhi una bella luna piena, corriamo a prendere la nostra fotocamera, inquadriamo la scena e scattiamo la foto dei nostri sogni… per poi ritrovarci con una foto dove quella luna magnifica è diventata un pallino piccolo, totalmente bianco e talvolta sfocato.

Prima di portare la Vostra fotocamera dai tecnici dell’assistenza, provate a leggere il seguito di questo articolo.

Le dimensioni contano…

Innanzi tutto, le dimensioni. Per avere una Luna grande dobbiamo utilizzare delle focali lunghe (almeno 400mm… ma è costosissimo!). Con una DSLR con sensore APS (parafrasi: “Con una macchina fotografica digitale avente un sensore ridotto”; ndr.: la maggior parte delle fotocamere non professionali) c’è una buona notizia: vi basta avere una focale da 200mm per ottenere una focale equivalente di circa 300mm o poco più. Questo a causa del fattore di ingrandimento introdotto dal sensore. Se ci aggiungiamo un moltiplicatore di focale fra il corpo macchina e l’obiettivo, otterremo una focale ancor maggiore (Es.: Obiettivo da 200mm + moltiplicatore da 2x + DSLR con sensore APS = 600 mm di focale equivalente).

Esporre per la luna

Ora, pensiamo ad esporre correttamente. La Luna, soprattutto se è piena, è ben illuminata dal sole. Per questo non serve alzare il valore della sensibilità oltre ai 400 ISO, così da contenere anche il rumore digitale. Lavoriamo a priorità diaframmi ed utilizziamo la modalità di esposizione a prevalenza centrale. Scegliamo un diaframma (f/5.6-f/8) che ci regali un tempo di scatto di almeno 1/125 sec. Dato che la luna è un astro luminoso, può essere opportuno introdurre una compensazione dell’esposizione di [+1/3; +1]EV, così da ridarle brillantezza. Infine, con la fotocamera sul treppiede, scattiamo la nostra foto solo alla Luna.

“Paesaggi lunari”: come ottenere fotografie di paesaggio con la Luna nel cielo

Ottenuta la nostra immagine, possiamo utilizzarla in un qualsiasi programma di fotoritocco per sovrapporla ad un paesaggio, ad una città o ad un cielo stellato. I puristi della Fotografia grideranno allo scandalo, ma andrebbe ricordato loro come si lavorava a pellicola. Con la pellicola gli accorgimenti in fase di ripresa sono gli stessi che si adottano nel mondo digitale, solo che una volta si scattava un intero rullino tenendo la luna in una posizione ben precisa del fotogramma e poi si ricaricava quel rullino per effettuare una doppia esposizione con uno scenario scelto ad hoc. In pratica la pellicola veniva impressionata solo dove c’era la luna, mentre il resto del fotogramma rimaneva al buio, pronto a ricevere una seconda esposizione (che in realtà lo impressionava per la prima volta). Quindi il digitale ha solo reso più semplice il posizionamento della luna, nulla di più.

 

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  • Fare foto in estate
  • Fotografare l’autunno
  • Scattare fotografie in inverno
  • Immagini di primavera

FOTOGRAFARE LE STAGIONI

Cosa fotografare nelle diverse stagioni

Le stagioni offrono spesso diversi spunti fotografici ed opportunità di ricerca per chi vuole crearsi un proprio portfolio da paesaggista, ecco a cosa prestare attenzione nei diversi periodi dell’anno:

–         AUTUNNO: le giornate si accorciano, mentre la Natura si colora di rosso, arancio e di giallo. I colori sono l’aspetto più rilevante di questa stagione. Valorizziamoli scegliendo la luce del primo mattino oppure quella dei minuti che precedono il tramonto. In questi momenti, difatti, la luce è ricca di tonalità calde; inoltre è molto diagonale, ideale per mettere in risalto textures e profili.

–         INVERNO: i rami spogli si ergono al cielo come braccia in attesa di una risposta. Prima o poi cadrà la neve a ricoprire col suo manto immacolato ogni errore lasciato sulla terra. La neve ha questo potere: rimodella il paesaggio, creando sculture e nuovi volumi. Meglio approfittarne quando è appena caduta ed è intonsa. Fate attenzione all’esposizione che, solitamente, necessita di una compensazione in positivo (+1EV) per catturare il candore dei paesaggi innevati.

–         PRIMAVERA: è il momento della rinascita, della Vita che torna a splendere. E’ il momento dei fiori. Quando vedrete la forsizia fiorire, saprete che a breve si coloreranno i viali, i prati e torneranno a volare le farfalle. Esplorate il mondo della macrofotografia e scoprite nuove forme e motivi che all’occhio potrebbero sfuggire; a seconda delle Vostre esigenze potete optare per delle lenti per macrofotografia, oppure utilizzare dei tubi di prolunga, oppure ricorrere ad un obiettivo dedicato, come un 105mm Macro.

–         ESTATE: le lunghe giornate di sole si caratterizzano spesso per i loro cieli limpidi e l’alto contrasto fra le luci e le ombre. Se Vi piacciono i grafismi, l’estate Vi offre molte possibilità per lavorare con inquadrature strette ed essenziali. Gli animali sono attivi soprattutto nelle prime ore del mattino e potrebbe rivelarsi utile visitare qualche zona acquitrinosa alla ricerca di trampolieri, anatidi ed anche qualche rapace. Valutate tecniche alternative come l’ HDR (High Dynamic Range) o la fotografia IR (Infra Red). Soprattutto, sperimentate!

Pianificare un progetto fotografico

Per gli amanti della fotografia paesaggistica, ecco un progetto interessante e relativamente facile da portare a termine, ma… dovrete avere pazienza. Vi serve almeno un anno!

Trovate un luogo interessante con un elemento distintivo che rimanga stabile nel tempo (può essere un albero, un ponte, una roccia…). Posizionate la Vostra fotocamera sul treppiedi, componete l’inquadratura e scattate la Vostra fotografia. Poi, ad ogni stagione, tornate sul posto e scattate una nuova foto, rispettando l’inquadratura iniziale (portatevi la foto che avete scattato all’inizio, così da avere un riferimento visivo per ricomporre l’immagine). Otterrete così 4 fotografie che documentano il passaggio delle stagioni in un determinato luogo, una serie che ben si presta per realizzare dei quadretti da appendere in casa.

 

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  • foto ritratto per bambino
  • fotografare bambino e mamma

FOTOGRAFARE I BAMBINI

Scattare fotografie ai bambini è avere il privilegio di aprire una finestra sul giardino della spensieratezza. Nel bambino c’è la spontaneità, l’esuberanza e la gioia e ci sono anche angoli di timidezza e curiosità.
Fotografare i bambini non è facile, non solo perché non stanno mai fermi, ma soprattutto perché necessitano di un approccio rispettoso della loro emotività e poco invasivo.

Come ottenere fotografie spontanee con i bambini

Il primo passo, fondamentale, verso la riuscita di uno shooting con i bambini è capire il carattere di chi ci sta di fronte. Ci sono bambini estroversi, introversi, iperattivi, riflessivi, protagonisti, emotivi, curiosi o istintivi. Ognuno di loro vuole essere considerato a suo modo.
C’è un trucco che funziona bene con qualsiasi carattere: il gioco. Portate il Vostro bambino in un parco giochi all’aperto e lasciatelo libero di fare ciò che vuole. Voi statevene in disparte e vedrete che, piano piano, il bambino si dimenticherà di Voi e della Vostra fotocamera.

A questo punto lui è pronto per essere fotografato… e Voi?

Alcuni consigli tecnici per fotografare i bimbi possono tornare utili. Potendo è meglio affidarsi ad un teleobiettivo (è consigliabile una focale nel range 85-200 mm) che Vi permetterà di rimanere a distanza, avere una buona inquadratura e comprimere lo sfondo. Quest’ultimo può essere reso meno invasivo se si lavora con diaframmi aperti (f/2.8, f/4, o anche f/5.6).  Cerchiamo di mantenere un tempo di scatto relativamente rapido (es. 1/250 sec o anche di più) per bloccare movimenti veloci e repentini ed evitare così immagini mosse. Eventualmente alzate leggermente la sensibilità del sensore (200-400 ISO dovrebbero andar bene).
Sfruttate le potenzialità dello scatto continuo (3-4 fps; “frames per second” cioè fotogrammi al secondo) e fate delle brevi sequenze di 1 o 2 secondi alla volta. Così facendo aumenterete le possibilità di catturare il momento.
Da ultimo, inginocchiatevi e scattate all’altezza degli occhi del bambino: vedrete il mondo con la prospettiva del Vostro piccolo.

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